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	<title>Marie Antoinette Online &#187; Italian</title>
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		<title>L&#8217;Affare della Collana</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 09:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Italian]]></category>
		<category><![CDATA[The Diamond Necklace Affair]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ebbe inizio la Rivoluzione Francese? Con la presa della Bastiglia. E ancora – come ebbe inizio la Rivoluzione Americana? Con gli scontri di Lexington e Concord. Queste sono le risposte di routine, ma nessuno dei due eventi segnò il primo vero atto di sfida contro la Corona. Quest’articolo racconta i fatti avvenuti. L’evento, che [...]]]></description>
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<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-1189   " title="necklace" src="http://www.marie-antoinette.org/wp-content/uploads/2009/10/necklace.jpg" alt=" " width="150" height="216" /></dt>
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<p>Come ebbe inizio la Rivoluzione Francese? Con la presa della Bastiglia. E ancora – come ebbe inizio la Rivoluzione Americana? Con gli scontri di Lexington e Concord.</p>
<p>Queste sono le risposte di routine, ma nessuno dei due eventi segnò il primo vero atto di sfida contro la Corona.</p>
<p>Quest’articolo racconta i fatti avvenuti. L’evento, che aprì la strada la Rivoluzione Francese, fu uno dei più noti scandali pubblici della Storia. Grandi fortune accumulate e perdute, cupidigia, mistero ed intrighi ne furono gli ingredienti; durante il suo svolgimento, i vertici della società francese stettero l’uno contro l’altro, ma alla fine la monarchia ne uscì danneggiata a scapito di entrambi e la reputazione della seconda più alta carica della monarchia francese fu distrutta completamente. La storia comincia con tre giocatori; il primo è quella famosa carica pubblica – la Regina di Francia: Maria Antonietta. Ed è proprio in questa sventurata figura della storia di Francia che questa storia ha la sua causa, il suo credito e il suo richiamo.</p>
<p>Translated by <a href="http://www.max-translations.co.uk/">Max Gilardenghi</a></p>
<p><span id="more-1188"></span><br />
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<div>
<h2>La Regina</h2>
<p>Maria Antonietta era una principessa austriaca quando giunse in Francia nel 1770, all’età di 15 anni, per sposare l’erede al trono. Lei e Luigi XVI, suo marito, erano ancora giovanissimi quando salirono al trono nel 1774. Mentre suo marito era goffo e sgraziato, Maria Antonietta era ammirata per la sua leggendaria bellezza, grazia ed eleganza e per i suoi gusti, che dettavano moda in tutta Europa. Era orgogliosa della sua figura e delle sue origini quale principessa della Casa d’Asburgo, la più antica casa reale in Europa. Il suo orgoglio fece risentire la vecchia nobiltà della Francia, un paese che era stato in guerra contro l’Austria per la maggior parte del diciottesimo secolo. Maria Antonietta era inoltre al centro di vari pettegolezzi per la sua incapacità (dovuta all’impotenza di Luigi) di restare incinta e dare un erede al trono, per la sua insofferenza per l’etichetta di corte e per il suo stile di vita, ritenuto frivolo e costoso. Quest’ultimo includeva il gioco d’azzardo, balli mascherati, appuntamenti a tarda notte e voci su presunti amori con uomini e donne. Nel 1785, esisteva una letteratura clandestina in cui la Regina compariva in canzoni, dipinti e libelli pornografici.</p>
<p>Per la gran parte, il comportamento dissennato di Maria Antonietta durante i suoi primi dieci anni in Francia fu una reazione alle sue frustrazioni coniugali; ma nel 1778, Luigi subì un’operazione e la coppia riuscì finalmente a concepire figli. Nel 1785, Maria Antonietta aveva ormai tre figli. Stava maturando e il suo stile di vita era diventato più sedentario e meno stravagante. Tuttavia, il cambiamento non poteva essere notato dal pubblico inconsapevole e fece poco per far cambiare idea a coloro che nutrivano antipatia nei suoi confronti.</p>
<h2>Il nobiluomo</h2>
<p>Con questo retroscena nel 1784, entrano nella commedia i due attori principali &#8211; uno, un grande nobiluomo, e l’altra, un’impostora che lo raggira. Il nobiluomo era Louis René Édouard de Rohan, Cardinale di Francia ed erede di una delle più antiche e famose case nobiliari. Tuttavia, il Rohan aveva un problema: era in disgrazia presso la Corte francese. Alla madre della Regina, l’imperatrice Maria Teresa, non piacque Rohan – che era un frivolo donnaiolo – quando egli prestò servizio diplomatico in Austria. Influenzata dalla madre, anche Maria Antonietta rifiutò di ricevere il Rohan e addirittura non gli rivolse la parola quando questi ritornò in Francia. Per 10 anni, il Rohan aveva desiderato di diventare un membro della ristretta cerchia di amici della Regina, con i favori e la protezione che potevano conseguirne. Rohan, il dandy, era inoltre attratto dalla bellezza della Regina e si illudeva che se ella lo avesse accolto nel suo circolo, anche lui avrebbe potuto godere dei suoi favori – quelli del tipo di cui spesso correva voce a corte.</p>
<h2>L’impostora</h2>
<p>L’impostora era la Contessa de La Motte. Discendeva dall’antica e famosa famiglia dei Valois, che da tempo aveva perso le proprie risorse, e si trovava senza mezzi di sostentamento quando arrivò a Parigi. La Contessa de La Motte, tuttavia, era anch’essa piuttosto attraente e desiderosa di sfuggire alla povertà ed ottenere una vita di piaceri e di comfort aristocratici. Cercò di attirare la benevolenza dei reali a corte in quanto rappresentante di una delle famiglie più antiche di Francia. Cominciò a fingere svenimenti a corte e in conseguenza di ciò fu notata da Madame Elizabeth, la sorella del Re, che le fornì qualche somma di denaro. Fu notata anche dal Cardinale Rohan, e nel 1784 era ormai sua amante. Benché non fosse riuscita ad ottenere l’interesse o il supporto della Regina, o addirittura ad incontrarla, la contessa riuscì a convincere il Cardinale Rohan del fatto che lei godeva dei favori di Maria Antonietta. Rohan credeva ciecamente ai racconti che circolavano a corte sulla depravazione sessuale di Maria Antonietta. Utilizzando al meglio la propria figura ben proporzionata e l’aspetto attraente, la de La Motte riuscì a convincere il Rohan di essere diventata una delle varie amanti della Regina, proprio come anche egli sperava di diventare un suo amante.</p>
<h2>La collana</h2>
<p>Ed ecco l’oggetto che tutti desiderano: una collana a 2800 carati. Un girocollo di diciassette diamanti, da cinque a otto carati ciascuno, dal quale dipartivano festoni e pendenti intrecciati; poi la collana vera e propria, una doppia fila di diamanti culminante in una pietra a undici carati; e infine quattro pendenti a forma di nastro erano collegati alla collana. Costava 1.600.000 livres, che tradotto in valuta odierna potrebbe essere l’equivalente di 100 milioni di dollari USA. Il gioielliere Charles Bohmer aveva fatto fare questa bellissima collana per Madame du Barry, ma quando Luigi XV morì e la du Barry fu bandita da corte, Bohmer ripose le sue speranze sul fatto che la nuova Regina avrebbe acquistato la collana. Ella la provò davanti alle sue dame, ma non volle acquistarla né permettere a Luigi che gliela regalasse. &#8220;Meglio comprare una nuova nave per la nostra flotta che spendere una tale somma per una collana, per quanto bella sia &#8230;&#8221; disse.</p>
<h2>L’opportunità</h2>
<p>Anche Boehmer aveva visto la de la Motte a corte. Come il Rohan, anche il gioielliere credeva ai pettegolezzi di corte su Maria Antonietta. Il gioielliere era sensibile al fascino della contessa e credeva che ella godesse dei favori della Regina e, così, la scelse come intermediario. Sapendo quanto il Rohan fosse ardentemente desideroso di ottenere i favori della Regina, la contessa vide quanto era opportuno fare credere a entrambi gli uomini che ci fosse intimità tra lei e la Regina per soddisfare i desideri di entrambi e arricchire se stessa. Disse al cardinale che la Regina desiderava che egli acquistasse la collana in gran segreto per suo conto. Il cardinale ottenne la collana dal Bohmer e la consegnò a Madame de la Motte, aspettandosi che il conto fosse pagato dalla Regina. Naturalmente, Maria Antonietta non vide mai la collana. La de la Motte diede i diamanti a suo marito, che li portò a Londra e li vendette. La contessa produsse false lettere da parte della Regina per il Rohan a prova dell’interesse che ella provava per la collana, della sua approvazione del piano della contessa, e della rassicurazione che il Rohan poteva aspettarsi di ottenere i favori della Regina.</p>
<h2>L’appuntamento</h2>
<p>Le lettere tennero il Rohan soddisfatto per qualche tempo, ma a Versailles Maria Antonietta continuava ad ignorarlo come sempre. L’uomo voleva un segno dell’interesse di lei nei suoi confronti e, quando chiese di più, il pezzo finale del ‘puzzle’ fu trovato nei giardini del Palais Royal a Parigi. Si trattava di una prostituta di 25 anni, Madame d&#8217;Oliva, bionda, formosa e con una camminata arrogante, che la gente chiamava &#8220;Regina&#8221;. Madame de la Motte fu subito attirata dalla sorprendente somiglianza della giovane d&#8217;Oliva alla ventinovenne Maria Antonietta. E così, il Cardinale Rohan ottenne il segno del favore che desiderava dalla Regina… o, per lo meno, lo credette. In una notte d’estate del 1784, la de La Motte travestì la donna con un abito di batista, lo stesso del famoso ritratto di Maria Antonietta &#8220;en gaulle&#8221; allora in esposizione. La donna, velata, incontrò brevemente il Cardinale nei giardini di Versailles a tarda notte, proprio come i maligni sostenevano che Maria Antonietta incontrasse i suoi amanti. La falsa Regina diede al Cardinale una rosa e disse &#8221; È tutto perdonato &#8230;&#8221;, dopo di che si affrettò ad andarsene, lasciando il Cardinale nell’illusione che avesse incontrato Maria Antonietta.</p>
<h2>Il confronto</h2>
<p>Ignara del vero dramma che stava per andare in scena, Maria Antonietta era impegnata nel preparare la parte dell’impertinente ostessa Rosina, nella controversa commedia “Le nozze di Figaro”. In uno dei giorni di prova, arrivò la fattura del Boehmer per la collana ed essa fu eliminata dalla Regina. Più tardi, il Bohmer si recò a Versailles e si rivolse a Madame Campan, dama di camera della Regina, per chiedere il pagamento. Le mostrò le false lettere con la firma della Regina e le assicurò che era stato il Rohan ad acquistare la collana. Alla fine, Maria Antonietta si rese conto della serietà del caso e fece chiamare il Bohmer a Versailles. Era furiosa con il Rohan e altrettanto lo era Luigi XVI. La coppia reale volle un processo. Disposero l’arresto del Cardinale, il più alto prelato di Francia, nella più pubblica maniera: facendogli consegnare il mandato d’arresto nel grande salone di Versailles, alla presenza di centinaia di persone. L’uomo fu portato dinanzi al Re e alla Regina, che gli chiesero spiegazioni dell’imbroglio e non vollero ascoltare le sue dichiarazioni d’innocenza in quanto vittima, anch’egli, di un inganno.</p>
<h2>Il processo</h2>
<p>Il pubblico arresto del Cardinale di Francia aveva già fatto impressione a livello nazionale, ma ciò che il Re e la Regina fecero in seguito non fece altro che soffiare sul fuoco dell’interesse e dell’immaginazione popolare. Il fatto che quel nobiluomo, al quale non aveva rivolto la parola per 15 anni, osasse presumere che lei, Maria Antonietta, lo avrebbe incontrato con un appuntamento segreto, era un grave insulto al suo nome e alla sua reputazione. La Regina oltraggiata volle che il suo buon nome fosse vendicato pubblicamente. La faccenda avrebbe potuto essere risolta senza tanto frastuono a corte o in Vaticano. I consiglieri del Re suggerirono prudenza, ma Luigi XVI – pur dopo qualche esitazione – concesse un pubblico processo davanti al Parlamento di Parigi. La Francia del 1785 non era abituata a tali pubblici eventi: i pettegolezzi sullo scellerato comportamento della Regina erano cosa abituale nella capitale, ma da allora si propagarono per tutta la Francia. L’accusa contro il Cardinale era di lesa maestà, un insulto alla dignità della Regina. Per mesi, la nazione fu presa dal mistero dell’affare della collana e dalle storie sulla reputazione della Regina che avevano convinto il Rohan della sua partecipazione al piano. Il pubblico si faceva incantare dai racconti e dai personaggi, dall’impostora de La Motte, alla prostituta che aveva impersonato la Regina, alla collana da 100 milioni di dollari in gioco, in duri momenti in cui il paese scivolava verso la bancarotta. Per tutta la durata del processo, Madame de La Motte rimase fedele alla sua versione secondo la quale la Regina era dietro a tutta la storia ed era in possesso della collana.</p>
<h2>I verdetti</h2>
<p>Il caso, in cui la dignità della Regina doveva essere difesa, non avrebbe mai potuto essere facile e, benché ella non apparve mai davanti al Parlamento, fu la sua vita ad essere sotto processo. Molti dei giudici potevano credere che Maria Antonietta fosse capace di ciò che si diceva sul suo conto, a causa del suo passato smodato e al suo sregolato stile di vita, e che la credulità del Cardinale fosse fondata. Il Cardinale si attirò la loro comprensione testimoniando la sua devozione nei confronti della Regina e sostenendo che aveva solo desiderato servirla. Ma quello non era un tribunale ordinario: era un tribunale di nobili di Parigi, dove quella dei Rohan era una grande e facoltosa famiglia, dove molti erano in disaccordo con il Re e molti altri provavano risentimento nei confronti della Regina. A tutto ciò bisogna aggiungere le considerevoli somme che il Duca d’Orleans e altri nobili maldisposti sborsavano per danneggiare la coppia reale. Il processo si concluse con l’assoluzione del Cardinale dall’accusa di lesa maestà. Madame de La Motte fu giudicata colpevole di furto e imprigionata dopo essere stata frustata e marchiata pubblicamente. Poiché si dimenava di fronte al ferro infuocato, fu il suo petto ad essere marchiato anziché la spalla. La donna fu sentita da tutti gridare: &#8220;È la Regina che dovreste marchiare, non me!&#8221;</p>
<h2>Il clamore</h2>
<p>La sera del verdetto, Maria Antonietta si recò all’Opera di Parigi per un evento di beneficenza, nonostante il parere contrario della polizia. Quando fu annunciato il verdetto “Rohan prosciolto”, il teatro dell’opera esplose in un applauso. La Regina, costernata, fu costretta dai fischi della folla a ripartire per Versailles e quando vi arrivò si abbandonò alle lacrime, circondata dalle sue dame. Non era mai accaduto prima che un regnante di Francia fosse ripudiato a causa di un verdetto giudiziario e dalla conseguente pubblica reprimenda. La Rivoluzione era ormai incominciata. A distanza di un anno la de La Motte fuggì a Londra dove, oltre a godersi con il marito i frutti derivanti dal furto della collana, si dette a diffondere pettegolezzi infondati su Maria Antonietta.</p>
<h2>Le calunnie</h2>
<p>I libelli scritti da Madame de La Motte sui presunti appetiti sessuali di Maria Antonietta, sulle orge di Versailles delle quali sarebbe stata protagonista e sulle lettere d’amore tra il Rohan e la Regina fecero sensazione in Francia quando vi furono illegalmente introdotti a migliaia. La propaganda contro Maria Antonietta, che era già un fatto normale nella capitale, grazie all’affare della collana si era ormai diffusa per tutta la Francia. La posizione economica del paese andava peggiorando ed il Re, partecipe del dolore della sua consorte, si rivolgeva sempre più spesso a lei per ottenerne i consigli in materia economica. Il crescente ruolo della Regina e le disgrazie del paese indebolirono la posizione di Luigi e della monarchia. La presenza di Maria Antonietta galvanizzava ed incitava ormai gli oppositori del regime.</p>
<h2>La Rivoluzione</h2>
<p>La Rivoluzione avrebbe potuto essere evitata in Francia, dopo l’affare della collana, proprio come avrebbe potuto esserlo in America dopo il “Boston Tea Party”, ma il corso degli eventi era già entrato in movimento. La monarchia subiva ormai l’umiliazione dei nobili e del popolo e il tutto nella più totale impunità. Gli oppositori del regime avanzavano: prima tra i nobili, poi fra i mercanti e infine tra i contadini, essi si accanirono e non si arresero fino a che la monarchia francese fu violentemente travolta e il Terrore si diffuse nel paese. I nobili che cercavano di ostacolare il potere del Re ed altri che, come Philippe Egalité (il Duca d’Orleans), provavano risentimento nei suoi confronti rimasero prigionieri anch’essi dell’uragano della Rivoluzione. Migliaia di nobili, incluso Philippe, perirono durante la Rivoluzione e così anche i privilegi di cui avevano goduto. Non era sicuramente ciò che volevano quando cercarono di vendicare il Rohan ed infliggere un colpo al Re e alla Regina.</p>
<h2>Il rovesciamento della situazione</h2>
<p>Quando Maria Antonietta venne a conoscenza dell’affare della collana, volle istintivamente che un pubblico processo vendicasse l’offesa arrecata al suo onore e alla sua dignità. Nessuno poteva immaginare che il suo atto d’orgoglio avrebbe innescato il catastrofico sconvolgimento della Rivoluzione nei sette anni che seguirono. Nel 1786, Madame de La Motte fu imprigionata e marchiata; il Rohan fu prosciolto dalle accuse ma obbligato a lasciare la sua carica di Cardinale per una remota destinazione. Maria Antonietta sedeva sul trono, ancora affascinante e potente Regina di Francia, e infliggeva punizione a tutti coloro che osavano ledere il suo onore. In sette anni, la Rivoluzione avrebbe rovesciato le posizioni dei tre giocatori di questa partita. Nel 1793, la de La Motte viveva agiatamente a Londra, dove si era rifugiata dopo la fuga dalla prigione. La fortuna che divideva con il marito dopo il furto della collana aumentò ancora di più, grazie ai suoi libelli contro la Regina che andavano a ruba in Francia. Madame de La Motte era diventata un’eroina della Rivoluzione. Nel 1793, anche il Rohan viveva in mezzo agli agi, in esilio. Nei primi anni della Rivoluzione, egli ritornò in trionfo e fu eletto nell’Assemblea. Tuttavia, il Rohan si accorse dei violenti attacchi della Rivoluzione contro la nobiltà e il clero, compresa la sua famiglia, e fuggì dalla Francia per vivere in esilio il resto della sua vita.</p>
<h2>Il mondo sotto sopra</h2>
<p>Per un impensabile rovesciamento di ruoli, il cacciatore divenne preda. Il 1793 vide la distruzione finale di Maria Antonietta – mortificata, umiliata e infine giustiziata dai suoi stessi sudditi. Gli anni della Rivoluzione portarono via tutto a Maria Antonietta: i suoi palazzi, i suoi gioielli, la sua servitù, i suoi preziosi abiti, i suoi amici e la sua famiglia. Privata della sua bellezza e raffinatezza, delle quali andava orgogliosa, e di tutti i simboli di quella che era stata la sua vita da favola, Maria Antonietta rimase sola. Trasferita in una cella di prigione, era ormai una povera vedova in stracci, invecchiata prima del tempo. Adesso, era LEI ad essere prigioniera, LEI avrebbe dovuto rispondere alle accuse del tribunale rivoluzionario, comprese quelle mosse da Madame de La Motte a proposito dell’affare della collana.</p>
<h2>La Regina ghigliottinata</h2>
<p style="padding-bottom: 0pt;">Quelle accuse rimbombavano ancora nelle sue orecchie quando, tra i fischi della folla, Maria Antonietta si recava all’appuntamento con “Madame Guillotine”. L’ex-Regina viaggiava ora su una carretta, con le mani legate dietro la schiena e immobilizzata come un animale in catene. Madame de La Motte deve aver gustato la sua vendetta: sette anni dopo che lei era stata frustata, marchiata ed umiliata, era il turno di colei che era stata la causa dei suoi tormenti a ricevere la punizione &#8211; Maria Antonietta fu ghigliottinata all’età di 37 anni, la sua bella testa tenuta alta perché il popolaccio potesse festeggiare la sua morte. Così oscillò il pendolo della grande Rivoluzione Francese, dapprima messa in moto dall’affare della collana.</p>
</div>
</div>
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		<title>Maria Antonietta: Biografia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 09:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articles]]></category>
		<category><![CDATA[Biography]]></category>
		<category><![CDATA[Italian]]></category>

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		<description><![CDATA[Maria Antonietta fu la bella Regina di Francia divenuta simbolo dell’irrefrenabile stravaganza della monarchia settecentesca, che fu privata delle sue ricchezze e raffinatezze, imprigionata e giustiziata dai suoi sudditi durante la Rivoluzione Francese del 1789. Translated by Max Gilardenghi Principessa Austriaca Quando la sua vita cominciò, poco poteva far presagire un tale capovolgimento di fortuna. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1182" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-full wp-image-1182" title="family" src="http://www.marie-antoinette.org/wp-content/uploads/2009/10/family.jpg" alt=" " width="150" height="176" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Maria Antonietta fu la bella Regina di Francia divenuta simbolo dell’irrefrenabile stravaganza della monarchia settecentesca, che fu privata delle sue ricchezze e raffinatezze, imprigionata e giustiziata dai suoi sudditi durante la Rivoluzione Francese del 1789.</p>
<p>Translated by <a href="http://www.max-translations.co.uk/">Max Gilardenghi</a></p>
<p><span id="more-1181"></span><br />
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<h2>Principessa Austriaca</h2>
<p style="padding-top: 0pt;">Quando la sua vita cominciò, poco poteva far presagire un tale capovolgimento di fortuna. Maria Antonietta nacque nel 1755 all’apice della piramide sociale europea.</p>
<p>Nacque principessa ed arciduchessa, la quindicesima figlia di Maria Teresa, Imperatrice d’Austria, e la sua preferita. La casa reale degli Asburgo era la più antica casa regnante d’Europa, e la giovane principessa godette dell’ambiente rilassato del Palazzo di Schonbrünn e dell’indulgenza dei suoi tutori, dei genitori, di fratelli e sorelle.</p>
<p>Maria Teresa fu la famosa imperatrice austriaca che annoverava, tra le sue molte doti, l’abilità di sposare la sua numerosa prole in modo strategicamente conveniente per l’impero d’Austria. Che è proprio quanto accadde con Maria Antonietta. Per la sua graziosa figlia favorita, Maria Teresa combinò uno speciale matrimonio per cementare la nuova alleanza con la Francia che ella aveva concluso con Luigi XV. Pertanto, Maria Antonietta dovette lasciare l’Austria in cambio del più prestigioso trono in tutta Europa.</p>
<h2>Regina di Francia</h2>
<p>La vita di Maria Antonietta sembrava un sogno quando all’età di 15 anni sposò l’erede al trono di Francia, il Delfino. La Francia era allora la più potente nazione dell’Europa continentale, e il palazzo di Versailles il più opulento. La giovane principessa non avrebbe potuto sperare in un matrimonio più prestigioso, e la sua magnifica cerimonia matrimoniale nel 1770 non ebbe eguali in fatto di pompa reale.</p>
<p>Al confine, fu spogliata e rivestita con l’abbigliamento allora di moda alla corte francese. Quando fu presentata al re di Francia Luigi XV, questi la definì deliziosa e commentò con tutti sul suo grazioso aspetto ben proporzionato, di cui egli molto si compiaceva. Maria Antonietta divenne la Delfina, circondata da tutti gli agi della corte francese.</p>
<p>La sua vita d’incanto raggiunse l’apice quando il vecchio re morì e suo marito divenne Re Luigi XVI nel 1774. Maria Antonietta – non ancora ventenne – divenne Regina di Francia.</p>
<h2>Matrimonio infelice e vita noiosa</h2>
<p>Tuttavia, questa figlia della fortuna conduceva una vita matrimoniale infelice. Luigi era scialbo, goffo e certamente non quello che lei avrebbe desiderato. La devozione di lui per la caccia, per gli orologi e per la sua fucina, e la sua abitudine di alzarsi e coricarsi presto erano in contrasto con l’amore di lei per l’arte, la moda, la danza e la vita notturna di Francia. Viene alla mente il contrasto tra Carlo e Diana. Mentre il Re Luigi XV, i fratelli di suo marito, Provence e Artois, e altri a corte notarono subito la sua grazia e bellezza, il suo timido marito fu lento nel sostenere i suoi diritti matrimoniali. Da lontano, Luigi XVI, come gli altri, ammirava molto il fascino e il carattere di Maria Antonietta, e divenne in seguito un marito devoto, ma fu di poco conforto per lei durante i suoi primi anni in Francia.</p>
<p>Sospinta dalle lettere di sua madre, Maria Antonietta continuava a inseguire Luigi. Tuttavia, anche quando ella riuscì a raggiungere con lui una certa intimità, Luigi fu incapace di avere soddisfacenti erezioni, il che non fece che aumentare la frustrazione della sua sposa. Antonietta e Luigi non riuscivano ad avere rapporti sessuali e il loro matrimonio non potè essere consumato per sette anni. Fu necessario l’intervento del fratello maggiore della regina, l’imperatore Giuseppe d’Austria, in un incontro a quattr’occhi con Luigi nel 1777, per convincerlo della necessità di un’operazione. Nel frattempo, la giovane regina soffriva in silenzio le maligne insinuazioni di non essere capace di dare un erede al trono.</p>
<p>Oltre a sentirsi frustrata per i rapporti con suo marito, Maria Antonietta era infastidita dai doveri legati alla sua posizione. I giorni della giovane principessa e, successivamente, regina venivano trascorsi in eterni rituali di corte dettati da una rigorosa etichetta che risalivano ai giorni di Luigi XIV.</p>
<p>La giovane regina si stancò presto di doversi continuamente esibire in pubblico secondo i requisiti della sua posizione. Le mancava l’ambiente più rilassato e la libertà di Vienna. Il suo dispiacere e il suo sarcasmo, diretti alle zie e ai membri più anziani dell’alta nobiltà furono notati e diventarono oggetto di commento.</p>
<h2>Un circolo di amici</h2>
<p>Maria Antonietta tentò di sfuggire alle frustrazioni coniugali e alla noia della vita di corte. Con il passare del tempo, Maria Antonietta cominciò ad esercitare il suo potere di regina: trascorreva meno tempo a corte e si circondava di una dissoluta combriccola, guidata da Yolande de Polignac e Thérèse de Lamballe. Elargiva costosi doni e posizioni a questi amici e, nel farlo, ignorava i grandi casati della nobiltà francese.</p>
<p>Con i suoi giovani amici, Maria Antonietta si gettò in una vita di piacere e spensierata stravaganza. Ciò includeva balli in maschera a Parigi, gioco d’azzardo, spettacoli teatrali e passeggiate a tarda sera nel parco. Il suo circolo comprendeva il frivolo fratello più giovane del re, il Conte d’Artois, e piacenti giovani cortigiani come il Duca di Ligne, i Conti Dillon, Vaudreuil e Axel Fersen.</p>
<p>Le indiscrezioni della regina con il suo circolo di amici condusse a scandali come l’Affare della Collana di Diamanti, e a voci riguardanti i suoi rapporti con quel circolo ad inclusione di Axel Fersen.</p>
<h2>Vita stravagante</h2>
<p>La giovane regina, con la sua bionda bellezza e il suo stile, dettava moda in tutta la Francia e in Europa. La sua ritrattista Élisabeth Vigée-Lebrun elogiava il colore luminoso della sua carnagione, i suoi lunghi capelli biondi e la sua figura ben proporzionata e sviluppata. Tutti facevano commenti sul suo portamento. Il paggio Tilly disse che camminava meglio di qualsiasi altra donna e, se si offriva una poltrona ad una donna, a lei si doveva offrire un trono.</p>
<p>Alla regina piacevano stile e bellezza, ma la sua rinomanza nel campo della moda le costò cara. La regina spendeva in abbondanza per i propri vestiti ed ornamenti. Ogni anno eccedeva la somma destinata al suo abbigliamento, regolarmente pagata dal re. Gli eccessi dei suoi copricapo, delle piume e dei voluminosi vestiti furono oggetto di pubblico commento, di caricature e – di tanto in tanto – di ridicolo.</p>
<p>La regina spendeva altrettanto abbondantemente per i suoi già menzionati amici e per il proprio divertimento, compreso il suo ritiro al Petit Trianon. Questo era un piccolo palazzo vicino a Versailles, donato a Maria Antonietta da Luigi XVI. Là, la regina fece apportare grandi decorazioni d’interni e ordinò la costruzione di un teatro per i suoi spettacoli e del Tempio d’Amore nel parco.</p>
<p>Maria Antonietta fece inoltre costruire un tipico rustico viennese chiamato ‘hameau’ dove si divertiva a recitare la parte di una semplice mungitrice. Per maggior divertimento, furono prodotti vasi in porcellana di Sevres utilizzando come calchi gli abbondanti seni di Maria Antonietta (come si diceva fosse stato fatto per Elena di Troia). La fattoria fu provvista di pecore e capre profumate, ma la mungitura e altre incombenze venivano eseguite da servitori.</p>
<h2>Rabbia nei confronti della regina</h2>
<p>Mentre si avvicinava lo scoppio della Rivoluzione, l’invidia e l’odio nei confronti di Maria Antonietta erano generalmente diffusi. Molti a corte si erano sempre opposti all’alleanza con l’Austria, e si erano risentiti degli sforzi della regina di intercedere occasionalmente per cause austriache.</p>
<p>Il fratello del re, il Conte di Provenza, e suo cugino, il Duca d’Orleans, erano entrambi considerati più capaci di Luigi XVI. Entrambi erano gelosi del titolo regale di Luigi e del suo matrimonio con la bella Maria Antonietta.</p>
<p>Molti altri membri della nobiltà erano invidiosi nei confronti della regina e si sentirono insultati dal suo rifiuto dell’etichetta di corte, dalla sua preferenza per un piccolo circolo di amici e dalla preferenza a loro riservata. Pertanto, alcuni nobili insoddisfatti diventarono terreno fertile per la produzione d’infamie contro la regina. Costruirono e fecero circolare storielle scurrili sulla regina e sulla sua vita privata: alcune l’accusavano di prestarsi ad ogni sorta di atti sessuali con vari cortigiani e cortigiane (si metteva altresì in dubbio la paternità dei figli della coppia reale), e altre di inviare somme di denaro in Austria.</p>
<h2>L’Affare della Collana di Diamanti</h2>
<p>Intorno al 1784-85 abbondavano i racconti sulle stravaganze della regina, sulla sua dissolutezza e sui suoi vizi a sfondo sessuale. Fu a questo punto che l’Affare della Collana di Diamanti diventò un evento sensazionale che catturò l’attenzione dell’intera nazione.</p>
<p>L’affare mise insieme tre situazioni slegate tra loro, fondendole per mezzo della certezza ormai ampiamente diffusa della condotta immorale di Maria Antonietta. Per anni, una certa Madame de Lamotte – squattrinata discendente dell’antico nobile casato dei Valois – tramava per ottenere una posizione a corte. Nello stesso tempo, il Principe de Rohan – cardinale di Francia molto noto in società – soffriva per essere escluso da anni dal circolo personale di Maria Antonietta, e il gioielliere Boehmer era incapace di convincere Maria Antonietta ad acquistare una favolosa e costosissima collana di diamanti originariamente preparata per Madame du Barry, l’amante di Luigi XV.</p>
<p>La Lamotte, che era una donna attraente e prosperosa, catturò l’attenzione di entrambi gli uomini e riuscì a convincerli di essere l’amante (lesbica) di Maria Antonietta. La Lamotte persuase il Rohan del fatto che la regina voleva davvero la collana, il Rohan la ottenne dal Boehmer e la diede alla Lamotte dopo un incontro a tarda notte con una prostituta che aveva le sembianze di Maria Antonietta vicino al Tempio d’Amore, dove si diceva che la regina desse i suoi appuntamenti segreti.</p>
<p>Mentre la regina si preparava ad interpretare il suo ruolo nella commedia di Beaumarchais “Le Nozze di Figaro”, che era stata recentemente messa al bando, Boehmer l’avvicinò per ottenere il pagamento e solo allora si scoprì l’arcano. Quando vennero a conoscenza dei fatti che stavano alla base dell’affaire, entrambi il re e la regina si adirarono con il Rohan, perché questi aveva creduto che la regina arrivasse a ricorrere ad un intermediario per ottenere una collana.</p>
<h2>Il processo della collana e il suo impatto</h2>
<p>Il risentimento dei sovrani si rivelò disastroso. Il cardinale, il più alto prelato di Francia, fu arrestato il giorno della Festa dell’Assunzione nel bel mezzo della corte. In seguito, la regina pretese di essere vendicata pubblicamente e pertanto il re ottenne un processo davanti al Parlamento di Parigi.</p>
<p>Il processo fu un evento sensazionale per mesi, e i panni sporchi della monarchia vennero lavati davanti a tutta la Francia. Il “cast” incluse membri dell’alta nobiltà, ciarlatani, una prostituta che assomigliava alla regina e, soprattutto, la favolosa collana di diamanti e la regina stessa, che tuttavia non fu mai chiamata a testimoniare. Alla fine, la nobiltà sfidò l’intera nazione nell’Affare della Collana di Diamanti con l’assoluzione del Principe de Rohan dall’accusa di avere insultato la regina. A tutti gli effetti, secondo la sentenza del Parlamento dei Nobili, la regina era degna di tale insulto a causa della sua reputazione. Il Rohan poteva ragionevolmente credere che Maria Antonietta volesse usarlo come intermediario e alla fine prestare favori sessuali, in cambio di una collana di diamanti.</p>
<p>Quando fu annunciato il verdetto di non colpevolezza in un affollato teatro dell’opera di Parigi, si levò un enorme strepito e tutti i presenti si voltarono in direzione del palco reale. Maria Antonietta – in preda allo shock – se ne andò immediatamente alla sua carrozza, tra i fischi della folla.</p>
<p>Il tribunale condannò la Lamotte (che non godeva di influenze altolocate) ad essere marchiata sui seni ed imprigionata. Suo marito, tuttavia, era riuscito ad evadere dalla prigione e lei stessa fuggì in Inghilterra. Da lì, si vendicò inventando e facendo circolare storie secondo le quali lei era veramente stata l’amante lesbica della regina, la regina era insaziabile nei suoi desideri e aveva ricevuto la collana, e l’affaire era stato messo insieme per il suo divertimento. Per quanto la sua storia avesse del fantastico, ne circolarono migliaia di copie e venne ampiamente creduta. Così tanto che se la Lamotte non fosse morta nel 1793, sarebbe probabilmente stata testimone per l’accusa nel processo contro Maria Antonietta.</p>
<h2>Madame Deficit e la crisi finanziaria</h2>
<p>Per ironia della sorte, proprio quando scoppiò lo scandalo della Collana di Diamanti e la popolarità della regina sprofondò nell’abisso, il passare degli anni e la maturità attenuarono il suo stile di vita. Luigi e Antonietta riuscirono ad avere figli ed ella partorì quattro volte. Dedicava ormai poco tempo alla vita notturna di Parigi e ne trascorreva di più con la famiglia ed i figli. Sebbene ancora graziosa ed attraente, una volta arrivata ai trent’anni, Maria Antonietta cominciò ad apparire più robusta e ad orientarsi verso colori più scuri. La sua modista Madame Bertin iniziò a proporre una moda meno sfarzosa, pur tuttavia mettendo in evidenza gli ampi seni della regina. Nonostante quest’ultima continuasse a flirtare con gli uomini della corte e a trascorrere molto tempo con Axel Fersen, Luigi era sempre più devoto alla sua bella moglie, che egli adorava.</p>
<p>La vita personale di Maria Antonietta cominciava a diventare stabile, mentre lo stato in cui versava la Francia non lo era affatto. Negli anni precedenti la Rivoluzione, i raccolti furono pessimi e i meno abbienti ne soffrirono. La regina mostrava il suo buon cuore e cercava di aiutare i poveri del suo paese: partecipava a recite a scopo di beneficenza (anche la sera in cui il verdetto del processo della Collana fu annunciato), e utilizzava il suo “hameau” per aiutare alcune famiglie bisognose. Tuttavia, le sue piccole azioni non vennero affatto notate da chi soffriva. Ciò che si ricordava era che la regina giocava a fare la mungitrice e la pastora nel suo ben curato “hameau” del Trianon, mentre i veri contadini morivano di fame. Veniva considerata insensibile, il che fece credere a molti che avesse risposto “Che mangino le brioches”, quando le fu detto che il popolo non aveva pane.</p>
<p>Inoltre, la Francia sprofondava in enormi debiti ereditati da Luigi XV che Luigi XVI era stato incapace di saldare. Il debito del paese si era ormai trasformato in una crisi e l’ultima goccia fu il costoso aiuto prestato dalla Francia alle colonie americane, dal 1778 al 1783, impegnate in una guerra contro la Gran Bretagna per ottenerne l’indipendenza. Per cercare di ridare vigore alla popolarità della regina ed aumentare il sostegno a favore della monarchia, furono dipinti ed esibiti ritratti che mostravano la regina circondata dall’affetto dei suoi figli. Tuttavia, l’ovvio esercizio di propaganda reale ebbe risultati negativi in quanto i detrattori notarono i pomposi abiti della regina e soprannominarono &#8220;Madame Deficit&#8221; la protagonista dei ritratti.</p>
<p>Luigi XVI aveva quanto mai bisogno dell’appoggio della nobiltà in questo momento di impopolarità, che continuava ad aumentare sull’onda dell’Affare della Collana. Egli tentò di effettuare riforme necessarie attraverso una serie di ministri, cercando consiglio ogni volta da parte della sua regina, e infine chiamò un’assemblea di notabili per cercare ancora una volta di effettuare quelle riforme che dovevano rimediare alla crisi finanziaria. Luigi non era un sovrano energico e l’influenza di sua moglie suscitava risentimenti, il che non fece che indebolire la posizione della monarchia.</p>
<h2>Gli Stati Generali – 1789</h2>
<p>Luigi e Maria Antonietta furono colpiti da una tragedia nel 1789. Il loro primo figlio ed erede, il Delfino, colpito da una malattia ereditaria agonizzante ed invalidante, morì nel mese di giugno. Senza contare vari aborti spontanei, questo fu il secondo lutto a colpire i sovrani, in quanto la figlia più giovane era morta nel 1786. Durante questo nuovo dolore, la coppia doveva affrontare la crisi che ora minacciava la loro autorità e che avrebbe portato ulteriori tragedie nel seno di questa famiglia.</p>
<p>Incapace di obbligare la nobiltà ad effettuare le necessarie riforme finanziarie, il disperato monarca richiamò gli Stati Generali nel maggio del 1789. Era la prima volta in 175 anni che quest’organo di consultazione veniva richiamato. Tuttavia, era un evento unico perché dava rappresentanza alla gente comune, che poteva ora votare in qualità di uno dei tre Stati. Luigi lo fece per cercare di ottenere l’appoggio della borghesia (il Terzo Stato) per forzare le necessarie riforme.</p>
<p>I lavori degli Stati Generali non iniziarono sotto un buon auspicio, poiché le apparizioni della regina furono prima accolte con il silenzio e poi con grida di “Viva il Duca d’Orleans”, il corteggiatore che lei aveva disdegnato e che era ora un acerrimo nemico. Questa atmosfera di ribellione era un segno di ciò che doveva seguire. La gente comune era scontenta del limitato ruolo del Terzo Stato che Luigi immaginava. Il genio era ormai fuori dalla lampada. Il Terzo Stato si autodichiarò Assemblea Nazionale e con il Giuramento della Pallacorda stabilì che non si sarebbe sciolto, fino a che la Francia non avesse una costituzione.</p>
<h2>Presa della Bastiglia</h2>
<p>Luigi mancava della volontà di spegnere questa ribellione, ma fu ripetutamente spinto all’azione da Maria Antonietta. La regina desiderava ardentemente conservare la monarchia assoluta ed era risoluta nella sua opposizione a riforme che avrebbero dato maggiori poteri alla gente comune.</p>
<p>Tuttavia, il popolo non voleva la soppressione del Terzo Stato, in previsione dei successi che si sarebbero ottenuti. A luglio, la folla assediò il palazzo degli Invalidi e ottenne rifornimento di armi da fuoco. La mossa seguente era quella di ottenere la polvere da sparo cosicché si sarebbe potuto difendere l’Assemblea in caso di bisogno. Si raggiunse questo scopo quando la folla attaccò un grande simbolo della monarchia assoluta, l’antica e famosa prigione-fortezza della Bastiglia, che sovrastava il centro di Parigi.</p>
<p>Luigi mancò di risolutezza e la folla riuscì a prendere la Bastiglia. Il governatore della fortezza, che tentò di resistere minacciando di far saltare la polvere da sparo, fu ucciso dalla folla e la sua testa venne portata per la città su di una picca. Il popolo aveva ormai armi e munizioni. L’illegalità era prevalsa e nessuna azione era stata intrapresa dal re a titolo di risposta. Luigi si recò a Parigi per riportare la calma, ma nulla si fece contro coloro che avevano attaccato la Bastiglia.</p>
<h2>La Grande Paura</h2>
<p>La presa della Bastiglia turbò molto un certo numero di nobili che conoscevano il grado di povertà del popolo e temevano vendette, se il potere reale si fosse dimostrato inadeguato a controllare gli impulsi della folla. Membri di spicco della corte, tra i quali amici intimi di Maria Antonietta lasciarono il paese. Tra luglio e agosto se ne andarono il Conte d’Artois e Madame de Polignac e, in ottobre, la sua amica e ritrattista Madame Vigée-Lebrun.</p>
<p>Il palazzo reale di Versailles si trovava ad appena 20 miglia dal calderone ribollente di Parigi. Anche Maria Antonietta temeva la folla di Parigi e consigliò al re di riparare altrove in modo che egli potesse spegnere la ribellione da lontano, ma Luigi non volle lasciare Versailles.</p>
<p>La regina riuscì a persuadere Luigi ad aumentare il numero delle truppe dalle province, che si sperava sarebbero state fedeli alla Corona. Le azioni di Maria Antonietta non passarono inosservate. Il suo portamento fiero e quella che veniva percepita come la sua arroganza la resero il primo obiettivo di denigrazione da parte dei rivoluzionari. Nonostante gli sforzi di Maria Antonietta, il re fu riluttante a confrontare l’Assemblea dopo che nuove truppe furono richiamate perché Luigi non voleva aprire il fuoco contro il suo popolo. Durante l’estate, in un periodo che venne chiamato “la Grande Paura”, i contadini si rivoltarono in tutto il paese per paura che il re venisse spinto dalla regina e dal suo “comitato austriaco” a soffocare la rivoluzione. In agosto, fu pubblicata la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo con la quale si rinunciava ai titoli nobiliari, e il popolo affermava la propria posizione reclamando pari diritti contro una riaffermazione della monarchia assoluta.</p>
<h2>La marcia delle donne</h2>
<p>Il 1° ottobre 1789, fu tenuto a Versailles un grande banchetto in onore delle guardie reali nel quale il vessillo reale e quello austriaco vennero applauditi, si brindò al re e alla regina quando apparirono e la coccarda tricolore del popolo francese venne calpestata. Storie sul banchetto e su “orge” cominciarono a circolare nei bassifondi di Parigi, in cui incombeva nuovamente la mancanza di pane.</p>
<p>I parigini ne ebbero abbastanza ed il 4 ottobre si riunì una gran folla per chiedere pane al re. Il giorno seguente, una folla composta principalmente di donne parigine marciò sotto la pioggia fino a Versailles per porre termine alle orge e domandare pane. Molte impugnavano coltelli e giuravano di usarli per &#8220;tagliare il bel collo dell’Austriaca&#8221; che era la fonte di tutti i loro problemi. &#8220;Sarei contenta di infilare questa lama fino al gomito nel suo ventre.&#8221; Altre promettevano di tagliare vari &#8220;pezzi di Antonietta&#8221;.</p>
<p>Raggiunta Versailles, esse incontrarono l’Assemblea ed ebbero una breve udienza con il re. Ancora una volta, la regina aveva desiderato di fuggire mentre esse avanzavano, ma Luigi non volle né partire né aprire il fuoco contro le donne. Quella notte, la marmaglia (forse con l’aiuto di agenti del Duca d’Orleans) trovò un’entrata priva di guardie e si diresse fino agli appartamenti della regina, che stava dormendo. Mentre gli assalitori imprecavano e dicevano di voler &#8220;uccidere la puttana austriaca &#8220;, le due guardie della regina diedero la vita per salvarla. Madame Campan ed altre dame raccolsero in fretta biancheria e vestiti, e Maria Antonietta corse via dalla sua camera da letto letteralmente &#8220;mezza nuda&#8221; (secondo alcune versioni) riuscendo di poco ad eludere l’attacco. Il letto della regina fu fatto a brandelli.</p>
<h2>Il trasferimento alle Tuileries</h2>
<p>La regina si era salvata, ma la folla non era soddisfatta. Più tardi si chiese che il re e la regina apparissero al balcone e poi che i sovrani seguissero i dimostranti a Parigi. E così, Luigi e Maria Antonietta lasciarono Versailles per essere installati nel polveroso palazzo disabitato delle Tuileries a Parigi. Maria Antonietta non avrebbe più rivisto il suo amato Petit Trianon. Da allora in poi, il re e la regina sarebbero rimasti sotto il controllo dei comuni cittadini di Parigi e sarebbero stati vulnerabili ad attacchi da parte loro. I sovrani sapevano bene che il trasferimento a Parigi non era stata una loro scelta, e che non avevano il potere di annullare il volere della folla.</p>
<p>Nel 1790 e 1791, la rivoluzione sembrava essersi stabilizzata. Tuttavia, si cominciavano a spargere i semi della futura discordia e di una più violenta rivoluzione. L’Assemblea, ormai imbaldanzita, concesse ampi diritti al popolo, a spese della nobiltà e del clero. Si conferì valore legale a molte delle riforme, nonostante il veto del re. Luigi era particolarmente contrario al voto civile che veniva ora richiesto al clero cattolico romano.</p>
<h2>Fuga di Varennes</h2>
<p>Molti nobili avevano lasciato la Francia e Maria Antonietta temeva per la sua salvezza ed autorità reale. Ella cospirò con quegli émigrés e cercò aiuto da parte di altri sovrani europei, tra cui l’imperatore d’Austria suo fratello. Dopo la morte del leader moderato Conte di Mirabeau nel 1791, ed ulteriori azioni da parte dell’Assemblea che violavano l’autorità del clero cattolico romano, Antonietta persuase il riluttante Luigi a lasciare la Francia.</p>
<p>L’amico e supposto amante della regina Axel Fersen organizzò di tasca propria la carrozza necessaria, i falsi documenti di identità e i piani di fuga. La coppia reale fuggì da Parigi con i figli, tutti travestiti da comuni viaggiatori. Il re e la regina avevano insistito sulla necessità di viaggiare con tutti i comforts, e pertanto la loro carrozza si muoveva lenta e pesante. Cambi di cavalli si resero necessari e ciò attirò l’attenzione.</p>
<p>Durante un cambio, un attento patriota notò una donna attraente ma familiare che dava ordini nonostante fosse vestita da cameriera. Gli sembrò di riconoscere la regina e, da una moneta d’oro datagli come mancia, riconobbe il re. Jacques Drouet, questo il nome del patriota, si precipitò verso la piccola cittadina di Varennes e, una volta raggiuntala, avvertì la popolazione affinché si fermassero il re e la regina al loro arrivo. Questi avevano viaggiato per 200 miglia ed erano quasi vicino al confine franco-austriaco dove leali truppe erano pronte a portarli in salvo. Ma l’operazione non si potè condurre a compimento. Il re e la regina subirono l’umiliazione di essere riportati a Parigi con la forza, su strade polverose, nel corso dei successivi quattro giorni. Da ogni parte giungevano francesi che volevano vedere i famosi prigionieri e, in qualche occasione, assaltarli. Alcuni membri dell’Assemblea arrivarono in seguito e presero posto con loro nella carrozza già strapiena.</p>
<p>Quando arrivarono a Parigi, essi furono accolti dal più assoluto silenzio. Tutti gli uomini tennero il loro cappello in testa e al re non venne offerto alcun saluto o altro segno di deferenza. Gli stanchi viaggiatori erano coperti di polvere e di sudore. Mentre Madame Campan preparava il bagno per Maria Antonietta, la regina si tolse il cappello e il velo ed entrambe notarono che i suoi capelli biondi erano diventati completamente bianchi per la paura e i tormenti del viaggio.</p>
<h2>Caduta della monarchia</h2>
<p>Dopo la disastrosa fuga di Varennes, Maria Antonietta lavorò in un primo tempo con il monarchico costituzionale Barnave per cercare di restaurare il prestigio reale. Tuttavia, l’odio per la regina era ormai salito a nuovi livelli.</p>
<p>Maria Antonietta cominciò di nuovo a cercare aiuto dall’estero per un intervento in Francia che restaurasse l’autorità reale. L’Austria e la Prussia minacciarono la Francia da parte della famiglia reale e la Francia dichiarò guerra a quelle potenze nell’aprile 1792, ancora una volta nonostante il veto del re. A giugno, il palazzo delle Tuileries fu invaso e saccheggiato dalla folla, al re e alla regina furono inflitti ridicolo ed umiliazione ma non venne fatto loro altro male. Nello stesso momento, si cercavano volontari al grido di &#8220;la patria in pericolo &#8221; e i Francesi furono chiamati a respingere gli invasori.</p>
<p>Nel luglio 1792, quando l’esercito prussiano invase la Francia, il Duca di Brunswick minacciò il popolo di Parigi che se fosse stato fatto del male alla persona del re o della regina, gli invasori avrebbero cercato vendetta sulla Francia. La proclamazione fu resa pubblica e fece grande sensazione nel paese.</p>
<p>Il 10 agosto 1792, il palazzo delle Tuileries fu preso d’assalto dal popolaccio, e il re e la regina si rifugiarono presso l’Assemblea. La famiglia reale fu installata in una piccola tribuna per la stampa, nel caldo soffocante e sotto le occhiate e i commenti della folla. In quella gabbia, sentirono i resoconti sulla caduta delle Tuileries e sul massacro di 900 guardie svizzere che erano rimaste per difenderli. Videro i tesori delle Tuileries ammassati sui banchi degli oratori, tra i quali vi erano carte, gioielli, e oggetti preziosi appartenenti alla famiglia reale. Ascoltarono i dibattiti e le votazioni con le quali si sospese e si pose fine alla monarchia. Fu dichiarata la Repubblica e la famiglia reale fu imprigionata nella fortezza del Tempio.</p>
<h2>Il regno del Terrore</h2>
<p>Altri aristocratici furono imprigionati nello stesso periodo. Quando le fortune dell’esercito francese sul campo comiciarono a vacillare, si levarono grida che incitavano ad uccidere i traditori all’interno del paese. Centinaia di aristocratici furono massacrati nelle prigioni nel settembre 1792. La vittima più famosa fu Madame de Lamballe, amica intima di Maria Antonietta che era ritornata a Parigi per assisterla in tempo di pericolo. La Lamballe fu portata dinanzi ad un tribunale e quando rifiutò di giurare contro la regina, fu fatta a pezzi dalla folla. La sua testa, i seni e gli organi genitali tagliati e montati su picche furono portati in processione fin davanti alla finestra della regina al Tempio. Il regno del Terrore era cominciato.</p>
<p>La famiglia reale si trovava ora sotto stretta sorveglianza e, privata delle raffinatezze e dei servitori, era obbligata a vivere semplicemente, confinata nella fortezza del Tempio. Ma la loro pace non era destinata a durare.</p>
<p>Nel dicembre 1792, Re Luigi XVI fu portato davanti alla Convenzione Nazionale e processato per tradimento. Fu giudicato colpevole e, con voto segreto, condannato a morte. Nel gennaio 1793, Luigi XVI fu giustiziato dalla ghigliottina. Nei due anni che seguirono, migliaia di altri vennero processati davanti al Tribunale Rivoluzionario e allo stesso modo giustiziati dalla ghigliottina.</p>
<h2>Il destino della Regina</h2>
<p>Dopo la morte del marito, il figlio di Maria Antonietta fu strappato con la forza alle cure materne nel luglio 1793. La povera donna implorò che fosse concesso a suo figlio di restare ma non riuscì a cambiare la volontà dei ministri. Il ragazzino fu affidato alle cure del ciabattino Simon e morì di stenti nel giro di due anni.</p>
<p>Nel settembre 1793, Maria Antonietta fu separata dalla figlia e dalla cognata. Ora chiamata &#8220;la vedova Capeto&#8221;, Maria Antonietta fu trasferita all’umida prigione delle Conciergerie, nella quale visse per mesi di solitario confino sotto la sorveglianza totale dei rivoluzionari, che ora controllavano ogni sua mossa. La prigione delle Conciergerie era l’anticamera della morte. In questa malsana prigione, ella perse molto peso e la sua vista cominciò a diminuire, ma non le restava molto da vivere.</p>
<p>Il 14 ottobre, la povera pallida donna fu svegliata in piena notte e portata al Tribunale Rivoluzionario. Il processo fu un orrore e la regina fu attaccata più come persona che come sovrana. Si obbligò perfino il suo bambino a testimoniare di abusi sessuali a cui lei lo avrebbe sottomesso. Davanti a quell’accusa, la regina – che aveva risposto coraggiosamente a tutto – disse: &#8220;Se non rispondo è perché non è possibile. Faccio appello a tutte le madri in questa sala.&#8221;</p>
<p>Nonostante la sua eloquenza, il verdetto non fu mai messo in discussione. Come il re, anche Maria Antonietta fu giudicata colpevole.</p>
<p>Quando andò incontro alla morte il 16 ottobre 1793, molti trasalirono &#8230; Maria Antonietta aveva soltanto 38 anni, ma la folla vide (come l’artista David si affrettò a disegnare) una vecchia in abiti contadini, grigia e spettinata, un contrasto impressionante con l’elegante e voluttuosa Regina del Trianon, la figlia della fortuna che era stata fino a solo 4 anni prima. I capelli di Maria Antonietta erano stati tagliati rozzamente e, con le mani legate dietro la schiena, fu trasportata su di una carretta tra i fischi e gli insulti della folla. Tuttavia, la povera donna rimase seduta in posizione eretta e cercò di conservare la sua dignità. Fino alla fine, Maria Antonietta mostrò un portamento e un coraggio da regina, nonostante le avversità.</p>
<p style="padding-bottom: 0pt;">Dopo l’ultima sofferenza, il corpo di Maria Antonietta fu spinto sulla tavola della ghigliottina, la sua testa venne sistemata nella morsa e a mezzogiorno in punto la lama fu lasciata cadere tra l’entusiasmo generale. Secondo le parole di un organo di stampa rivoluzionario, &#8220;Mai Père Duchesne aveva assistito a così tanta gioia come quando la testa di quella puttana fu separata dal suo collo di gru&#8221;. Sanson alzò la testa sanguinante in modo che tutti la vedessero. In seguito, la testa fu gettata sulla carretta tra le gambe del corpo senza vita. Il cadavere di Maria Antonietta fu lasciato sull’erba prima di essere gettato in una fossa comune. Così terminò la vita di colei che era stata un tempo la donna più illustre e affascinante d’Europa.</p>
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